Buscemi

buscemi - panoramica
Buscemi – Panoramica (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Buscemi (pronuncia /buʃˈʃɛmi/; Buscema in siciliano) è un comune italiano di 1 005 abitanti del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia.

Etimologia

L’origine del nome odierno viene fatta risalire all’antico arabo قَلْعَة أبو شَامَة (Qalʾat ʾabi Šāma, pronunciato /qal.ʕɑt ʕaˌbi ʃaːˈmɑ/), locuzione così riportata nel 1154 dal geografo hammudita Muhammad al-Idrisi. La traduzione che viene solitamente data dell’originale nome arabo di Buscemi è “Castello di quel dal neo” cioè “Castello dell’uomo con il neo“.

Il termine qalʾat (قَلْعَة) significa castello o fortezza, il che denota la grande importanza strategica e militare che Buscemi possedeva in passato e che mantiene tuttora attraverso un’ottima visuale della Valle dell’Anapo. Questo riferimento arabo ad una fortificazione, che viene a mancare già nel nome latino Buxema, lo ritroviamo invece ancora oggi in molte altre città siciliane come Caltagirone, Calatafimi, Calascibetta. Anche il vicino paese di Cassaro trova la sua identità nella parola latina castrum, diventando poi qaṣr (قَصْر) in arabo.

Per quanto riguarda ʾabi, probabilmente si tratta di una corruzione di ʾabū (أبو), parola che svolge la funzione di kunya cioè di un onorifico arabo che potrebbe essere reso semplicisticamente in italiano attraverso “padre di“. Viene usato quando si vuole denotare il particolare rispetto che si vuole esprimere nei confronti di una persona importante, in questo caso un figlio primogenito o anche una primogenita. È possibile però che in assenza di figli il kunya venga inventato e molto spesso si tratta di un nome derivante da un personaggio storico popolare, anche se a volte può anche trattarsi del nome del rispettivo padre. In ultima analisi potrebbe però indicare anche un soprannome, volto a sottolineare le particolarità fisiche di un soggetto. Bisogna anche aggiungere che il passaggio alla pronuncia semplificata “bu” dipende dal fatto che in molti dialetti è comune elidere la occlusiva glottidale sorda posta all’inizio di ʾabū (resa graficamente dal simbolo ʾ ).

Šāma (شَامَة) è invece l’oggetto a cui si fa riferimento e significa molto semplicemente neo. Quindi ʾAbi Šāma potrebbe essere il nome di una persona specifica, caratterizzata dalla presenza di un neo in qualche parte del corpo, oppure potrebbe anche fare riferimento al nome di un’antica famiglia araba.

Secondo altri l’uomo dal neo sarebbe invece un riferimento al profeta Maometto. Al riguardo si narra che egli avesse sulla schiena questo grande neo che venne individuato come il Sigillo dei profeti (Arabo: ختم النبوه, Khatam an-Nabiyyin) cioè il simbolo che secondo i musulmani dimostrava il suo destino da profeta; infatti secondo un’interpretazione tratta dalla Bibbia l’Ultimo profeta si sarebbe contraddistinto da questo segno portato sulla spalla.

Nel tempo i tentativi di trascrivere Buscemi in caratteri latini sono stati diversi. Troviamo ad esempio Abu Xamah o Abuxama oppure ancora Abisama. La versione latinizzata Buxema e Bussema, del periodo normanno, è però quella più vicina alla forma odierna.

Buscemi è inoltre un cognome molto diffuso in Sicilia, specie in quella orientale. Tra i più famosi personaggi con questo cognome c’è l’attore Steve Buscemi.

Territorio

Buscemi si trova 50 chilometri ad Ovest di Siracusa, 45 a Nord di Ragusa e 70 a Sud di Catania. Il paese sorge sul versante meridionale del Monte Vignitti (788 m s.l.m.), situato nella parte centrale dei Monti Iblei, fra il rilievo di contrada Contessa ed il fiume Anapo ed è circondato dai luoghi storici dell’antica Akrai, di Casmene e dalla Necropoli di Pantalica. I comuni più vicini da raggiungere sono Buccheri e Palazzolo Acreide che distano entrambi meno di dieci chilometri.

È il tredicesimo comune della provincia per estensione del territorio con 51 km², nonostante il centro abitato si estenda solo per poco più di 1 km². Inoltre, sempre all’interno della provincia di appartenenza, è il comune con la più grande altitudine massima (987 m s.l.m.), il terzo più a ovest in base alla casa comunale (longitudine: 14,8847; preceduto da Buccheri e Francofonte) e il terzo con la maggiore escursione altimetrica (655 m).

Storia

casmene kasmenai monte casale
L’antica Casmene (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

La storia del paese ha origine nell’Età del bronzo, di cui Paolo Orsi individuò alcuni insediamenti. Sempre l’archeologo di Rovereto rinvenne il sito dell’antica Casmene (Κασμέναι, Kasménai). Fu Tucidide a parlare della fondazione della colonia greca, risalente al 644 a.C.:

«Acre e Casmene furono fondate dai Siracusani: Acre settant’anni dopo Siracusa, Casmene vent’anni circa dopo Acre. Anche la colonizzazione più antica di Camarina si deve attribuire ai Siracusani, circa centotrentacinque anni dopo che si fondò Siracusa; ne furono nominati ecisti Dascone e Menecolo.»
(Tucidide, La guerra del Peloponneso, Libro VI 5)

Si rifà molto probabilmente al periodo bizantino il primo insediamento protourbano del luogo, sullo stesso sito in cui sorge attualmente il centro abitato. Restano di questo periodo la chiesa rupestre di san Pietro e un’ulteriore chiesa rupestre adibita nell’ultimo secolo a frantoio. Le prime fonti storiche che parlano di una rocca si hanno durante il periodo della dominazione araba. La traccia più significativa fu data dal geografo Idrisi nel suo Libro di Ruggero in cui accenna a un Forte dedicato a quello con il neo che attesta quindi l’esistenza del castrum già prima del 1154. Durante il periodo normanno tale forte venne ricostruito da Riccardo Montalto sui ruderi del fortino musulmano dopo il 1313. Durante il devastante terremoto del 1693, Buscemi venne rasa completamente al suolo risultando uno dei paesi più colpiti con la scomparsa del 41% degli abitanti. Con la ricostruzione del centro abitato, spostato rispetto al precedente sito, si ha la nascita della Buscemi contemporanea con gli esempi di architettura barocca religiosa e civile.

Alcune famiglie che detennero il possesso di Buscemi furono i Ventimiglia e i Requesens o Requisenz: di questi ultimi restano le rovine del castello all’entrata del paese.

Nel 1777 visitò il paese il pittore e architetto francese Jean Houel, il quale lasciò una precisa descrizione nel suo Voyage:

«Sono stato a Buscemi e ho trovato solo delle grotte scavate nella roccia, ma non ci sono costruzioni antiche, tutto è stato distrutto. Questo paese, come quasi tutti quelli che in Sicilia sono posti su alte montagne, non sembra ricco. Cercando qualche cosa di interessante, entrai nella chiesa del Carmine; è la più povera che abbia visto in Sicilia e tutto evoca l’immagine della miseria che regna nel paese. C’è sull’altare maggiore un quadro copiato da Non si sa quale maestro; non è male, ma il soggetto non è né nobile, né grazioso: raffigura Sant’Anna che pettina la vergine ancora bambina. Questo momento della vita della madre di Dio non è certamente poetico; il pittore ha messo nella mano di Sant’Anna un pettine doppio, con i denti nei due lati. Questo pettine per metà affonda nei capelli che Sant’Anna sparpaglia con le dita dell’altra mano. Manca solo che la vergine pianga, come fanno solitamente i bambini quando li si pettina; ma il pittore ha immaginato che la vergine, a quell’età, era già troppo virtuosa perché le si potesse dare quel carattere di impazienza.»

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

buscemi chiesa madre
Chiesa Madre
(PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)
Chiesa di Sant’Antonio
(PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)
buscemi chiesa di san giacomo
Chiesa di San Giacomo
(PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)
chiesa di san sebastiano
Chiesa di San Sebastiano
(PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)
chiesa rupestre bizantina di san pietro
Chiesa rupestre di San Pietro (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)
  • Chiesa della Natività di Maria Santissima: è la chiesa madre del paese. Completata nel 1769, come si evince dalla facciata è di chiaro stampo barocco. Costituita da tre navate separate da colonne semplici che ricordano l’ordine dorico i cui capitelli sono invece un misto di ionico e corinzio. Le navate laterali sono riempite da altari sovrastati da dipinti di buona fatturazione. Uno di questi altari contiene il corpo imbalsamato di san Pio, proveniente dalle Catacombe di San Callisto di Roma;
  • Chiesa di san Giacomo: è una chiesa tardo barocca la cui pianta è ellittica con atrio ovale e abside rettangolare. Dopo l’unità d’Italia fu tra i beni ecclesiastici acquisiti al demanio comunale. Non più utilizzata quindi a scopo religioso, oggi fa parte del complesso municipale del comune viene per tanto utilizzata come sala conferenze, iniziative culturali e mostre.
  • Chiesa di sant’Antonio da Padova: fu ricostruita dopo il terremoto del 1693 dopo aver subito il crollo di una parte della struttura. Pare che la facciata dovesse essere a tre ordini, ma ne fu ricostruito solo il primo. Dal Boscarino è stata definita un esempio particolare nel panorama barocco siciliano per il movimento dato alla facciata. L’interno, che ricalca probabilmente l’impianto architettonico seicentesco, custodisce una statua lignea settecentesca dell’Addolorata di grande intensità plastica, e alcune tombe di componenti della famiglia Requesenz. Questa chiesa era infatti la chiesa votiva della famiglia Requisenz.
  • Chiesa di san Sebastiano: ricostruita completamente dopo il terremoto del 1693, si trova inserita al centro del paese allineata con la chiesa di san Giacomo e rialzata per ottenere un effetto di slancio. Il terrazzino antestante è chiuso da un cancello in ferro battuto guardato da due leoni in pietra. Nonostante i lavori di consolidamento, la chiesa rimane chiusa al pubblico.
  • Santuario della Madonna del Bosco: ricostruita dopo il terremoto nello stesso luogo, si tratta dell’unica chiesa esterna al paese rimasta dopo il sisma. La chiesa costituita solo da una navata possiede all’interno l’affresco della Madonna del Bosco, che vuole la leggenda fosse stato rinvenuto miracolosamente da due frati sordo muti. Recentemente l’affresco ha subito vari restauri, che l’hanno portato alla forma originale dopo aver rimosso parecchi strati aggiunti nel tempo.
  • Chiesa del Carmine: costruita nel XVI secolo insieme all’annesso convento delle suore domenicane presenta una facciata semplice e incompleta, che ricorda quasi lo stile romanico. L’interno è costituito da un’unica navata in cui sono conservate un’importante testimonianza scultorea della bottega del Gagini raffigurante l’Annunciazione, composta da due statue marmoree poste su due basamenti scolpiti, delle tele di Paolo Tanasi e un’ottima tela di san Biagio.
  • Chiesa rupestre di san Pietro: rappresenta uno dei pochi monumenti bizantini presenti della Sicilia orientale. Paolo Orsi lo esplorò e descrisse nel 1899. Si trova a quattro chilometri da Buscemi nel vallone denominato Cava di Santa Rosalia. Nel 1855 Vito Amico annota la presenza di “molte sacre immagini in greco stile” e un’antichissima immagine di san Marco oltre a quella recentemente individuata come quella di santa Sofia. Di queste immagini oggi sono rimaste pochissime tracce. La chiesa è costituita da un vano rettangolare sorretto da quattro grossi pilastri, ricavati dalla roccia, di cui i primi due sagomati, nella parte superiore, a forma di capitello di ispirazione dorica. Il vano per la celebrazione dei riti religiosi è ricavato sul lato destro, rialzato da due gradini, con un altare e una cattedra ricavati sempre dalla viva roccia.

Architetture civili

ruderi castello famiglia requisenz
Ruderi Castello
(PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)
convento dei cappuccini
Convento dei Cappuccini
(PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)
  • Ruderi del castello della famiglia Requisenz e del convento dei Cappuccini: di probabile fondazione araba, si erge sulla sommità del colle denominato Monte dal quale si domina uno stupendo paesaggio della valle dell’Anapo, affiancato dai ruderi del convento di San Francesco, costruito dopo il terremoto del 1693 e che attualmente vengono denominati genericamente come castello o in dialetto buscemese “castedu“.
  • Casmene: fu una colonia siracusana nell’immediato entroterra, in una posizione strategica per il controllo della Sicilia centrale, e utilizzata come avamposto militare sulla via interna che da Siracusa portava a Selinunte. È stata riportata alla luce agli inizi del XX secolo da Paolo Orsi. Posizionata su Monte Casale si trova a 830 m sul livello del mare, nei pressi di Monte Lauro.

Cultura

Musei

i luoghi del lavoro contadino
I luoghi del lavoro contadino (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)
I luoghi del lavoro contadino
I luoghi del lavoro contadino (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Museo dedicato ai “Luoghi del Lavoro Contadino”: si tratta di un museo articolato attraverso un percorso etno-antropologico che coinvolge tutto il centro abitato, proprio per questo Buscemi ha acquisito la definizione di “paese museo”. Oltre a far visitare le vie del paese si visitano soprattutto i luoghi tipici della vita contadina del XX secolo, che sono: la casa del massaio, il palmento, la bottega del fabbro, la casa del bracciante, la bottega del calderaio, la bottega del falegname, la bottega del calzolaio e del concia brocche. In più ci sono le sezioni: ciclo del grano, scalpellini, arte popolare, il laboratorio didattico relativo al ciclo del grano, il Centro di documentazione della vita popolare iblea e il mulino ad acqua “Santa Lucia”, presente nel territorio di Palazzolo Acreide.

Cinema

la lupa
Scena de “La Lupa”
  • Nel 1996, all’interno dell’antico frantoio di Buscemi, sono state girate alcune scene del film, tratto dall’omonima opera di Giovanni Verga, La lupa.
  • Nel 2010 Buscemi, insieme a Portopalo di Capo Passero e ad altri comuni della provincia di Siracusa, è stata scelta come set cinematografico per alcune scene della fiction italo-argentina Ballate d’amore, del regista argentino Roberto Luis Garay. Tra l’altro alla partecipazione delle musiche della serie ha partecipato anche il maestro di origini buscemesi Aurelio Caliri.

Eventi

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