Giarratana

giarratana panoramica
Panoramica di Giarratana (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

La Perla degli Iblei

Giarratana, uno dei più piccoli centri abitati della provincia di Ragusa, conta circa 3000 abitanti. Denominata “Perla degli Iblei”, si estende su un declivio a 520 metri s.l.m., in modo ordinario e armonico, quasi incastonata tra monti e piani. Il suo territorio, prevalentemente montuoso e di forma allungata in direzione nord-ovest/sud-est è assai irregolare, costituito da vulcaniti e da rocce sedimentarie, si estende per circa 44 chilometri quadrati, dalle pendici del Monte Lauro (un antico vulcano attivo più di 1,8 milioni di anni fa) fino ai pressi della diga di Santa Rosalia. Il territorio è attraversato dal fiume Irminio, che nasce da due sorgenti alle pendici del Monte Lauro a circa 700 metri s.l.m. e sfocia nei pressi di Playa Grande.

Giarratana vanta origini molto antiche. Alcuni ritengono che la sua progenitrice sia da ricercare nell’antica Casmene, città greca fondata nel 664 a.C. da Siracusa sul Monte Casale e che, assieme ad Akrai e a Camarina, costituiva una delle tre roccaforti per la difesa delle coste della Sicilia orientale.

Le prime notizie storiche di Giarratana risalgono alla dominazione sveva nel 1195, quando il re Enrico IV di Svevia concesse la terra di Giarratana al marchese Rinaldo Acquaviva. Successivamente a Giarratana si susseguirono diverse famiglie di baroni, principi e marchesi, la più importante in ordine di presenza temporale una famiglia originaria di Pisa, i Settimo.

Prima di approdare nell’attuale sito, Giarratana sorgeva su un ripido monte a 771 metri sopra il livello del mare, ma il terremoto dell’11 gennaio 1693 rase al suolo tutta la Sicilia sud-orientale, compreso l’antico borgo di Giarratana, oggi denominato Terravecchia. Dopo il terremoto il paese fu costruito ex novo in una collina più a sud, non molto distante, chiamata “Pojo di li disi”. Il nome Giarratana deriva da Cerretanum, dal latino cerrus, ossia quercia, per i numerosi querceti presenti in quel territorio, ma nei secoli successivi per assonanza fonetica il nome si trasformò in Giarratana.

La cittadina è ben tagliata, con vie diritte e ampie che dal piano salgono fino alla parte più alta, “u cuozzu”, dove si trova l’attuale centro storico che custodisce la memoria atavica degli abitanti e viene presentato come un prezioso incunabolo ai visitatori attraverso il Museo a Cielo Aperto, diario vivente degli usi, dei costumi e delle tradizioni del popolo giarratanese. Non meno preziose sono le Chiese che sovrastano il centro urbano di Giarratana: la Chiesa di Sant’Antonio Abate, tipicamente barocca, la Chiesa di S. Bartolomeo Apostolo, anch’essa in stile barocco ed infine la Chiesa Madre – Maria SS. Annunziata e S. Giuseppe, con facciata neoclassica. Di notevole interesse storico e turistico sono i siti archeologici di Kasmenai, cittadella fortificata, Terravecchia, antico borgo medievale di Giarratana, la Villa Rustica di contrada Margi, la Villa Romana di età imperiale risalente al III sec. d.C., l’Ipogeo di Calaforno, struttura sotterranea tra le più importanti della Sicilia preistorica di interesse storico e antropologico.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo

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Chiesa di San Bartolomeo Apostolo (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Già nell’antica Giarratana esisteva una chiesa dedicata all’Apostolo San Bartolomeo, di cui oggi rimangono soltanto le mura perimetrali. Dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693, la nuova chiesa di San Bartolomeo fu costruita nella parte inferiore del nuovo sito. Fu consacrata il 29 settembre 1872 dal vescovo di Noto Mons. Benedetto La Vecchia. La facciata che oggi ammiriamo è un esempio di tardo barocco, tipico di molti edifici di culto sorti a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Entrando, l’ambiente a pianta basilicale è ampio e luminoso, suddiviso in tre navate intercalate da colonne doriche. Il soffitto della navata centrale è ricco di stucchi a motivi floreali, opere del Gianforma, mentre la parte centrale è occupata da tre preziosi dipinti, opere realizzate dal sacerdote e pittore chiaramontano Gaetano Distefano nel 1836 e aventi per tema: Mosè sul Sinai, la Trasfigurazione e la Cananea. In fondo alla navata centrale la cappella maggiore custodisce la statua del Patrono San Bartolomeo Apostolo, che si festeggia ogni 24 agosto. La chiesa di San Bartolomeo conserva il corpo della martire Ilaria donato nel 1665 dal papa Alessandro II

Chiesa di Sant’Antonio Abate

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Chiesa di Sant’Antonio Abate (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

La chiesa di Sant’Antonio Abate, situata nella parte più alta e più antica del paese, “u Cuozzu”, venne riedificata nell’attuale sito intorno al 1748 e consacrata il 21 settembre 1783 dal Vescovo di Siracusa, Mons. Giovanni Battista Alagona. La facciata, in stile barocco, si snoda su tre ordini architettonici, l’ultimo dei quali funge da cella campanaria. L’interno, molto signorile, è suddiviso in tre navate in cui ammirevoli sono gli stucchi in oro zecchino realizzati da Vito Cappellani nella navata centrale e da Luigi Sensale nelle cappelle laterali di Sant’Antonio Abate, dell’Addolorata e del Santissimo Sacramento. Pregevole è il pavimento in pietra asfaltica e impreziosito dall’alternanza di piastrelle variopinte raffiguranti tralci di vite e melagrane. La cappella centrale è dedicata a Maria SS. della Neve, patrona di Giarratana che si festeggia il 5 agosto. Degno di essere citato è il simulacro di Sant’Antonio Abate, realizzato da Marcus Julius De Mateus nel 1626 e proveniente da Terravecchia.

Chiesa di Maria SS. Annunziata e San Giuseppe

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Chiesa Madre (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

La Chiesa Madre di Giarratana è dedicata a Maria SS. Annunziata e S. Giuseppe. Dopo il sisma dell’11 gennaio 1693, nel 1696 iniziarono i lavori di costruzione dell’attuale chiesa e si protrassero fino al 1936. Il 23 novembre del 1937 la chiesa venne consacrata da mons. Angelo Calabretta, vescovo di Noto, aggiungendo al titolo antico dell’Annunziata quello del glorioso Patriarca S. Giuseppe. La facciata, molto severa nelle sue linee semplici, è un esempio di architettura neoclassica e l’interno, a pianta basilicale a croce latina ripete lo stile severo e maestoso della facciata. Tra le opere degne di essere citate ricordiamo la bellissima pala dell’Annunciazione del 1790 di Marcello Vieri, un bel Crocifisso proveniente da Terravecchia e risalente al tardo cinquecento e l’antico altare in pietra calcarea con timpano spezzato, dedicato al patrono S. Bartolomeo, proveniente dalla precedente chiesa in Terravecchia, insieme alla bellissima statua cinquecentesca del santo, tradizionalmente esposta alla venerazione in occasione dell’anniversario del terremoto l’11 gennaio di ogni anno.

Chiesetta Madonna delle Grazie

giarratana chiesa madonna delle grazie
Chiesetta Madonna delle Grazie (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Situata all’ingresso del centro urbano, rappresenta un riferimento urbanistico malgrado le ridottissime dimensioni. Con la sua immagine architettonica tersa e cristallina, la cappella della Madonna delle Grazie riesce a qualificare il linguaggio espressivo dello spazio urbano circostante e a diventarne il fulcro vitale. Lo stile architettonico della cappella, costruita nel 1873, non appartiene in modo specifico al linguaggio espressivo dell’architettura religiosa siciliana, piuttosto può riferirsi ad un’architettura neoclassica.

Altri monumenti e luoghi d’interesse

Castello dei Settimo

Il primo sorgeva nell’antico borgo di “Cerretanum” distrutto dal terremoto del 1693 e questo, in cima alla collina, dove sorge la nuova Giarratana. Don Girolamo Settimo Calvello della famiglia dei Settimo di Fitalia, in cima a tale collina, fece costruire, per il figlio Traiano e i suoi successori, il Castello, posando la prima pietra il 24 marzo 1703. La direzione fu affidata all’architetto Coriolano Perollo De Incandila. Oggi, a testimonianza di quel fabbricato colossale, restano soltanto le vestigia e parte di un portale.

Palazzo Barone

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Palazzo Barone (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Palazzo edificato nella prima metà dell’Ottocento da maestranze locali, sorge nel quartiere “Cuozzu” alle spalle della chiesa barocca di San Bartolomeo Apostolo. Oggi adibito a Palazzo della Cultura, è sede del Museo Ibleo dell’Emigrazione e della Mostra di reperti archeologici, provenienti dal territorio di Giarratana.

Mostra di reperti archeologici

La mostra “Giarratana ed il suo territorio – Storie del passato” ha lo scopo di far conoscere una parte dei tesori archeologici che sono stati ritrovati nel territorio di Giarratana, le cui fasi di antropizzazione risalgono ad epoca molto remota. Calaforno, Matricedda, Donna Scala, Margi, Orto Mosaico, Cozzo dell’Anticaglie, Badia, Terravecchia, Kasmene sono soltanto alcune delle località nelle quali sono venuti alla luce i resti di antichi insediamenti. Attraverso un percorso espositivo di reperti archeologici, Giarratana potrà riappropriarsi della storia e delle proprie radici.

Piazza Vittorio Veneto: Municipio e Monumento ai Caduti

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Piazza Vittorio Veneto: Municipio e Monumento ai Caduti (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Sulla Piazza Vittorio Veneto, molto graziosa e di forma quadrangolare e sistemata al centro della città, si affaccia il Municipio – Palazzo di Città, dirimpetto alla Chiesa Madre, sorto intorno agli inizi del ‘700 e completato nel 1832. La costruzione, caratterizzata dal suo aspetto lineare, è sovrastata da una torre quadrata che custodisce un orologio che si affaccia sui quattro lati. Nella piazza spicca il Monumento ai Caduti di Giarratana, inaugurato il 24 maggio del 1933, un alto e possente basamento a base quadrata, contornato da doppio marciapiede anch’esso in pietra lavica, su cui è collocata una struttura tronco-piramidale che fa da piedistallo alla scultura bronzea attribuita al Messina. Davanti al basamento, una gradinata con ai lati due leoni di ordinaria fattura scolpiti in blocchi di pietra pece. Lastre di marmo rivestono i quattro lati del piedistallo tronco-piramidale che sorregge il gruppo bronzeo; sulla lastra anteriore, è riportata l’iscrizione “SI IMMOLARONO PER LA PATRIA – 1915/1918” e sulle altre sono incisi, in rigoroso ordine alfabetico, i nomi dei caduti giarratanesi con grado e decorazioni.

Terravecchia

castello di terravecchia
Il Castello di Terravecchia (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Terravecchia è l’antico abitato che precede l’attuale Giarratana ed è ubicato sulla montagna che fronteggia la città moderna, ai piedi del Monte Lauro, a controllo della valle e delle sorgenti dell’Irminio. Terravecchia, autentico scrigno dove è ben conservato il medioevo, è una delle poche città degli Iblei distrutte ed abbandonate dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693 ad essere oggi, sistematicamente oggetto di ricerche. Dopo le prime ricognizioni sul castello, dal 2001 sono in corso scavi ad opera di una équipe di archeologi francesi dell’università “Giulio Verne” della Picardia, capitanati dall’archeologo Philippe Racinet. Sono attualmente indagati alcuni poli strutturali: il castello con il suo torrione, la chiesa di San Giovanni Battista, le vie di alloggio urbane e i quartieri con le case.

Villa Romana di età imperiale

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Villa romana (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Con quattro campagne di scavi, condotte nella località Orto Mosaico, alla periferia meridionale dell’abitato di Giarratana, è stata riportata alla luce una villa romana di età tardo-imperiale del III secolo d.C. con pregevoli mosaici pavimentali. L’edificio è stato costruito su una delle terrazze che fiancheggiano il torrente Miele e che degradano poi dolcemente verso il fiume Irminio. Lo sviluppo planimetrico del complesso edilizio è di circa duemila metri quadrati, con almeno tre padiglioni regolarmente disposti attorno ad uno spazio centrale. Le strutture murarie del complesso, ben conservate, con muri in opus quadratum a doppio paramento in cui è impiegata la pietra lavica del Monte Lauro, contribuiscono alla monumentalità dell’edificio. Oltre a pregiatissimi pavimenti a mosaico, talvolta raffiguranti motivi floreali talvolta geometrici, sono state recuperate, tra le altre cose, due sculture: una testa raffigurante una figura femminile e un rilievo in marmo raffigurante Ermete e Afrodite.

Villa Rustica – Cozzo dell’Anticaglie

Lungo l’alto corso del fiume Irminio, su un modesto dosso collinare, “Cozzo dell’Anticaglie”, è stata riportata alla luce una vera e propria villa rustica, sicuramente risalente al III secolo d.C. Si tratta di un agglomerato rurale di più di 20 ambienti estesi su un’area di circa 2.000 metri quadrati. Da qui provengono l’unguentario piriforme, gli anelli, i fermagli e gli specilli, oltre che la suggestiva testa di fanciullo in marmo, oggi custodita nella Mostra di reperti archeologici presso Palazzo Barone.

Kasmene

kasmene
Kasmene (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Colonia greca fondata dai siracusani nel 644 a.C. sul Monte Casale. Le cinta murarie della città, importante per la sua funzione strategica e militare, si sono conservate attraverso i secoli, come il suo impianto urbanistico alquanto singolare fatto solo di strade parallele tutte in direzione nord-sud. La cittadella risulta divisa in due parti: quella militare, con l’acropoli, il tempio e gli alloggiamenti per le truppe, e quella civile, situata nell’area degradante verso il mezzogiorno. Kasmene svolge egregiamente il suo compito di custode e di guardiana dei confini e del territorio, fino a quando però, esaurito il suo scopo, viene definitivamente abbandonata verso la fine del IV sec. a.C. L’antico sito di “Kasmenai” può costituire la meta ideale per chi ama compenetrarsi nella natura incontaminata, ammirando un suggestivo paesaggio, riscoprendo le vestigia di una civiltà scomparsa per ascoltarne ancora il battito.

Parco Forestale – Area attrezzata Calaforno

Partendo da Giarratana, percorrendo la strada adiacente alla Villa Romana, si trova il Parco Forestale Calaforno. A pochissimi chilometri dal centro abitato, oltrepassando il cancello e proseguendo in mezzo al bosco di pini mediterranei e platani, si iniziano a vedere le attrezzature tipiche delle aree attrezzate, ubicate prima a destra della strada, oltre un torrentello, e poi anche a sinistra, in prossimità di un vecchio mulino ad acqua. Nell’area attrezzata, realizzate in legno e pietra ci sono tavoli e panche, cestini portarifiuti, servizi igienici, giochi, punti cottura ed un piccolo parco giochi per bambini, che consentono di trascorrere una giornata piacevole in un ambiente incontaminato. Annessa all’area è stata realizzata un’area faunistica con cervi, cinghiali, daini, diverse specie di uccelli e di caprette tibetane e un laghetto dove trovano frescura anatre germane ed oche. In prossimità del vecchio mulino, si apre la grotta Calaforno – Ipogeo di Calaforno.

Ipogeo preistorico di Calaforno

L’Ipogeo di Calaforno è una struttura tra le più importanti della Sicilia preistorica. E’ costituito da un ampio vestibolo e da 35 vani artificiali che formano un percorso irregolare, lungo circa 100 metri. Il vestibolo sembra sfruttare una cavità naturale molto ampia, lunga quasi 12 m e larga 4, forse utilizzata anche per l’estrazione della selce. I 35 vani sono invece scavati dentro la roccia calcarea con strumenti litici, come lame di selce provenienti dalle zone adiacenti di Giarratana e Monterosso Almo o accette basaltiche (dal vicino Monte Lauro). Gli ambienti hanno un diametro di 1,5-3 m e un’altezza che varia tra i 1,6 e 1,8 m con i pavimenti a conca, le pareti leggermente incurvate verso il soffitto, perfettamente piano. Sulla base dei ritrovamenti l’ipogeo sarebbe datato alla fine dell’età del Rame ed avrebbe continuato ad essere usato nel Bronzo Antico e fino al Bronzo Tardo.

Lago e Diga di Santa Rosalia

Lago Santa Rosalia
Lago Santa Rosalia (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

A circa 10 Km da Giarratana, sulla S.S. 194 tra Ragusa e Giarratana, nel cuore del tavolato ibleo e lungo le pittoresche falde dell’Irminio, c’è il lago Santa Rosalia, il più mediterraneo dei laghi siciliani (geograficamente è più a sud di Tunisi), circondato da colline coperte di boschi e ricco di ambienti e paesaggi suggestivi, si propone nel suo maestoso spettacolo di natura e colori che ne fanno in ogni stagione luogo da visitare assolutamente unico. In realtà il lago di Santa Rosalia è un bacino artificiale, prodotto dall’allagamento di una valle attraversata dal fiume Irminio, uno dei corsi d’acqua più ricchi degli Iblei, che nasce dal Monte Lauro e attraversa prima Giarratana, poi cede il suo carico idrico al lago e passando nei pressi di Ragusa, Modica e Scicli raggiunge il mare in prossimità di Marina di Ragusa, dove la sua foce forma un ecosistema di straordinario valore naturalistico sottoposto a vincoli di protezione molto rigidi, la Riserva della Macchia Foresta del Fiume Irminio.

Cultura

Musei

Museo a cielo aperto

giarratana museo a cielo aperto
Uno degli ambienti del Museo a cielo aperto (PHOTO: Andrea Latina – Archivio Centro Studi Iblei)

Bene Demo-etno-antropologico Ibleo, riconosciuto dalla Soprintendenza ai Beni Culturali su istruttoria del Centro internazionale etno-storia, fotografa il cuore della città vecchia di Giarratana e custodisce la memoria storica degli abitanti. Prezioso diario vivente degli usi, costumi e tradizioni del popolo Giarratanese, si snoda attraverso le vie più caratteristiche del suggestivo centro storico del paese, “u Cuozzu”, facendo rivivere all’interno di ambienti allestiti con oggetti, utensili e arredi rigorosamente autentici, momenti di vita quotidiana ormai scomparsi. Ecco allora un itinerario che invita ad ascoltare con orecchio attento la storia di gente comune, dove ogni piccola cosa ci racconta chi siamo e da dove veniamo e ci spinge a guardare con occhi curiosi il ricordo tangibile di ciò che vive solo nel racconto degli anziani, racconti di semplicità, di fatica e sudore.

Museo Ibleo dell’Emigrazione

E’ allocato negli ammezzati di Palazzo Barone – Palazzo della Cultura. Inserito nella rete dei Musei dell’Emigrazione siciliana, espone materiale e documentazione mediante reperti storici, fotografie, lettere autografe, giornali, riviste d’epoca, filmati d’archivio, pannelli esplicativi e oggetti rari e particolarmente significativi, che portano il visitatore in un viaggio attraverso aree tematiche che gli consentono di avere una conoscenza del fenomeno <<Emigrazione Iblea>>.

Eventi

Feste religiose

Festa di San Bartolomeo Apostolo

Il 24 agosto di ogni anno si celebra la festa di San Bartolomeo Apostolo, patrono di Giarratana. La festa si svolge in più momenti che vedono il culmine con la tradizionale “Sciuta ro Patronu”, sotto lo sparo di mortai e colorati “nzaiareddi”, portato a spalla dai devoti che, in un clima di grandissima commozione, scendono il simulacro lungo ripidissimi gradini e iniziano la processione lungo le vie del centro storico. Di pomeriggio si può assistere alla tradizionale “cena”, mentre a concludere i festeggiamenti, dopo la processione serale e l’entrata del santo, sono spettacolari giochi pirotecnici.

Festa della Madonna della Neve

Il 5 agosto di ogni anno si festeggia Maria SS. della Neve, patrona di Giarratana. Il simulacro della Madonna, custodito nella basilica di S. Antonio Abate, viene tradizionalmente portato in processione la mattina lungo vicoli e stradine del centro storico dopo la solenne “Sciuta”, che vede i devoti portatori partire di corsa e affrontare la ripida salita adiacente la chiesa con grande determinazione sotto lo sparo dei mortai e colorati “nzaiareddi”. Il pomeriggio si svolge la tradizionale “cena”, mentre in serata, un’altra processione e meravigliosi fuochi d’artificio concludono i festeggiamenti.

Festa di San Giuseppe

Il 19 marzo e la seconda domenica di Settembre ricorre la festa in onore del Santo Patriarca San Giuseppe, il cui splendido simulacro è custodito nella chiesa Maria SS. Annunziata e San Giuseppe. Caratteristica, in occasione della festa, è la preparazione dell'”Artaru ri San Giuseppi”, che i giarratanesi per devozione e per grazia ricevuta, allestiscono presso le loro abitazioni con ogni sorta di cibarie e che dopo la solenne benedizione, vengono distribuite ai poveri bisognosi.

Festa di Sant’Antonio Abate

Il 17 gennaio di ogni anno ricorre la festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e custodito presso l’omonima chiesa. Da sempre, la peculiarità di questa festa molto antica e ricca di devozione, è stata la tradizionale benedizione degli animali portati a benedire in piazza Municipio alla presenza dell’antico e pregiato simulacro di Sant’Antonio Abate.

Sagre e Manifestazioni

Sagra della Cipolla

Da sempre il comune di Giarratana è noto per la produzione di cipolle straordinariamente dolci e dalle dimensioni molto grandi. L’occasione giusta per tanti visitatori di gustare questo saporitissimo ortaggio, unico nel suo genere, è la Sagra della Cipolla, fiore all’occhiello delle manifestazioni del paese, che ricorre ogni anno il 14 agosto, con la consueta degustazione di piatti tipici che vede come principale protagonista la cipolla, cucinata e servita in vari modi, accompagnata da formaggi tipici e innaffiata da buon vino locale. L’atmosfera genuina di questo piccolo centro montano, contornata da splendide cornici barocche e pura aria di montagna, diventa una grande festa grazie agli spettacoli di gruppi folkloristici e musicali di ogni genere che animano tutte le vie del paese.

Fiera di San Bartolomeo Apostolo

Delle antiche tradizioni di Giarratana fa parte la fiera del bestiame, che si svolge il 21 agosto di ogni anno in onore dei festeggiamenti di San Bartolomeo Apostolo. Anticamente la fiera, che si teneva dal 21 al 23 agosto, aveva assunto proporzioni grandiose tanto che richiamava allevatori non solo da tutta la Sicilia, ma persino dalla Calabria ed era tra le più importanti fiere dei “panni e del bestiame” della nostra regione. E’ sempre un’emozione vedere un’enorme folla di visitatori forestieri, accolti per assistere all’arrivo dei “feroti” e alle scene di contrattazione per la vendita del bestiame.

Presepe Vivente

Immancabile appuntamento invernale tra i più suggestivi del Natale Ibleo, il Presepe Vivente di Giarratana, insignito del titolo di <<Miglior Presepe Vivente d’Italia>>, si svolge all’interno degli ambienti del Museo a cielo aperto. Ambientato tra la fine dell’ ‘800 e gli inizi del ‘900 rappresenta fedelmente la vita quotidiana di quel tempo, riappropriandosi di luoghi, usi, costumi e tradizioni ormai dimenticati.

INFO e NUMERI UTILI

Comune di Giarratana

Piazza Vittorio Veneto, n. 3 – 97010 Giarratana (RG)
e-mail: ufficioturismo@gmail.com
www.comunedigiarratana.gov.it
Facebook: Ufficio Turismo Giarratana

Ufficio Turismo

Via della Solidarietà ang. Via Garibaldi
Tel. 0932.9743060932.9743070932.974323

Polizia Municipale

Corso XX Settembre, n.84 – Tel. 0932.9743660932.974367

Carabinieri

Via Cavallotti, n. 11 – Tel. 0932.976001

Guardia Medica

Via Calatafimi, n.4 – Tel. 0932.976044

Biblioteca Comunale

Corso XX Settembre, n. 71 – Tel. 0932.974365

Farmacia

Via Madonna delle Grazie, n. 1/a – Tel. 0932.976003

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