Gaetano Gangi – Ritratto del Casale

gaetano gangi
gaetano gangi ritratto del casale

Le mura, gli uomini, le cose: la delirante ricerca del particolare nella storia di una piccola parte della grande Sicilia barocca. L’insediamento di Don Luys, della nobile famiglia castigliana degli Espinosa, nel feudo del Casale avvenuta il 20 aprile 1457 dà inizio a questa grande narrazione che arriva lungo cinque secoli, allo sbarco degli alleati in Sicilia e fino ai nostri giorni, fondendo in un costante equilibrio elementi generalmente estranei a questo tipo di narrativa.

In effetti quest’opera, escludendo il “romanzesco” inserito nella ricostruzione storica, si avvale di tutti gli elementi utili alla propria definizione, adoperandoli con minuzia e precisione, siano essi legati all’architettura, al documento autentico, al rilievo storico obbiettivo, o alla natura dei personaggi, inseriti questi con ironica estraneità nel paesaggio. E tutto ciò in una perfetta fusione, così che la sostanza del trattato di sociologia sostiene le motivazioni di ordine personale dei protagonisti, come la funzionale architettura dei luoghi abitati contrasta e si perde nel rigoglio spietato del paesaggio, facendo sì che il tessuto narrativo stesso con l’uso scenografico e puntiglioso della frase corrisponda con lucida coscienza alla barocca visione dell’anima spagnolesca andata ad incontrare la ottusa rivalità della Sicilia dei baroni.

L’occasione narrativa, non ha dato all’autore soltanto la possibilità di osservare con distacco i fenomeni e le mutazioni che nel corso dei secoli hanno portato alla inquieta rassegnazione di quella terra. In realtà questo singolare romanzo sembra trovare in se stesso la sua ragione narrativa che è la meraviglia dolente che il senso della storia scopre a mano a mano: ovvero della storia come ostinazione alla vita. Dove l’erosione del tempo ha lasciato tracce di una struttura architettonica là è stata la lotta con la potenza livellatrice del paesaggio, attraverso l’avventura del clima, della flora, del mare, in una parola della natura. E la presenza ottusa e stranamente viva degli uomini, ne modifica appena gli orizzonti, lasciando ostinata i segni di un effimero e appassionato dominio: “… il Casale, quando pareva che tutto dovesse fatalmente soggiacere e disperdersi, ha ripreso vigore ed ha conservato le pietre smarrite e da un secolo all’altro più consunte, sia nella boscaglia che nelle aree brulle, svegliandole quand’erano inerte gioco dei venti autunnali e primaverili, tra i folti spineti e l’asfodelo, sommerse, nella lunga estate, tra i fiori di cardo, mute e risonanti al passo come tombe: così da persuadere che la vita degli uomini fosse il supremo errore, in quei luoghi.”


ritratto di gaetano gangi foto andrea latina
Ritratto di Gaetano Gangi (PHOTO: Andrea Latina)

Gaetano Gangi è nato a Castelnuovo d’Istria il 12 ottobre 1925. Ha compiuto studi classici in Sicilia, a Noto e si è laureato in Lettere Antiche. Ha studiato musica (canto, violino, pianoforte) e architettura. Ha insegnato latino e greco nel liceo classico di Ispica.

Chiamato nel 1960 a prestar servizio al Ministero degli Affari Esteri, nella Direzione Generale delle Relazioni Culturali, si è occupato della diffusione della cultura italiana all’estero in tutti i suoi aspetti. Ha contribuito a promuovere e coordinare le attività letterarie artistiche e scientifiche degli Istituti Italiani di Cultura in quanto uffici culturali delle Ambasciate d’Italia, dei Centri Culturali Italiani, e dei Lettorati d’Italiano nelle Università straniere all’estero. Ha quindi gestito l’assegnazione e l’uso delle borse che il Governo Italiano metteva a disposizione dei cittadini dei Paesi sviluppati per far compiere in Italia studi di perfezionamento e ricerche in ogni disciplina.

In relazione con le necessità della politica culturale di quegli anni, nel 1975 si è trasferito dalla stupenda vita romana a Strasburgo da dove è andato nel 1979 a Malta e nel 1982 a Copenaghen, come Addetto Culturale alle Ambasciate d’Italia e Direttore dei relativi Istituti Italiani di Cultura. In Danimarca è rimasto fino al termine della missione e del servizio (agosto 1991).

Vive a Siena, nella sua Arbiola, e nella Sicilia Orientale, a Noto e nelle città vicine.

Ha esordito nel gennaio 1945 a Noto con Improvviso, ripubblicato nel 1972 con un’ampia nota introduttiva (De Luca Editore, Roma). Altre sue opere di poesia sono Arianna, in prosa (Miano Editore, Milano 1956), ed Elegia per la terra romena uscita con un’acquaforte di Piero Guccione (Flaccavento, Siracusa 1993). Sono uscite in antologie e riviste venticinque delle sue molte Poesie numerate.

Le opere di narrativa di Gangi sono Ritratto del Casale (Lerici Editori, Milano 1965) premio Villa San Giovanni 1966 e Romanzo con Testimonianze del pittore Claudio Bonichi (Fogola Editore in Torino, 1982). Ritratto del Casale è uscito nel 1974 a Bucarest tradotto da Lăzărescu, Legenda Familiei EspinosaEditura Univers, e nel 1978 a Bratislava tradotto da Pažitka, Sicílska epopeja.

Sue opere di saggistica sono Il Barocco nella Sicilia Orientale e Il Barocco nella Sicilia Occidentale, quest’ultimo con fotografie di Giorgio Roda (De Luca Editore, Roma 1964 e 1968), Il Barocco della Sicilia (nel Libro Siciliano Flaccovio Editore, Palermo 1970), Ragusa Barocca con fotografie di Giuseppe Leone (Sellerio, Palermo 1982), Le 42 Sonate per pianoforte di Haydn (Fonit-Cetra, Torino 1971), Per le mille e una Noto. Due interventi (Flaccavento, Siracusa 1997).

Per il teatro ha scritto Le Stagioni (Bonacci Editore, Roma 1986), Direi “Lorenzo e il Medico”, e L’Arcifollia.
È autore di traduzioni, fra le quali la Lettera ai Pisoni di Orazio (Scuri, Ragusa 1959), Il mare di Malta di Anton Buttigieg (De Luca Editore, Roma 1973, 1979), Dall’occhio all’io di Richard England (Said International, La Valletta 1994).

Ai vari aspetti della sua opera hanno lavorato e contribuito i musicisti Piero Adorno e Angelo Bellisario, nonché grafici, incisori, pittori e scenografi, come Pietro Mirmina, Giulio Confalonieri, Eso Peluzzi, Claudio Bonichi, Ronald Burns, Piero Guccione.

Ha tenuto corsi di storia dei movimenti culturali all’Accademia del Costume e della Moda (Roma 1973, 1974), e corsi di cultura e letteratura della Sicilia all’Università di Strasburgo (negli anni accademici 1977-78 e 1978-79). Ha compiuto cicli di conferenze e diretto seminari in Italia e all’estero presso Università, Accademie, enti culturali, associazioni. Ha ideato ed attuato programmi per la Radiotelevisione Italiana (16 trasmissioni haydniane nel 1972) e per televisioni straniere. Ha collaborato a quotidiani e riviste, e in Italia e all’estero ha fatto parte di giurie per l’assegnazione di premi artistici e letterari. Dal 2002 al 2005 è stato nella Commissione che presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali assegna i Premi Nazionali per la Traduzione di opere italiane all’estero e di opere straniere in Italia.

Il 12 ottobre 1999 ha firmato con Riccardo Sgroi e Lorenzo Marotta, ed ha pubblicato il Manifesto delle Nuove Eleuterie, feste delle novità e della libertà nella cultura del mondo la cui attuazione è rinviata.

Con la sua puntuale approvazione è uscita la Guida per godere Noto a passeggio con Gaetano Gangi di Mario Zuppardo (Flaccavento, Siracusa 1998).

Disponibile presso l’ECObiblioteca del Centro Studi Iblei

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